|
Si è concluso giovedì 29 maggio,
con un concerto al Teatro Sociale Villani, il
progetto pilota denominato “OrchestraNoi”,
sponsorizzato interamente da Fondazione CRT, che
ha coinvolto le scuole elementari e medie della
provincia di Biella.
Il progetto, gestito integralmente
dall’Accademia Perosi sotto le direttive del
“Progetto Diderot”, è stato ideato con lo scopo
di migliorare l’approccio culturale in Piemonte,
ed ha preso l’ispirazione dalle orchestre nate
nell’America Latina per proteggere i bambini
delle favelas. In Italia, dove fortunatamente
non sono necessari interventi di questo tipo,
l’obiettivo è stato quello di coinvolgere i più
piccini in un’attività a loro pressoché
sconosciuta e molto distante dalla vita di ogni
giorno.
Un programma che ha tanto
divertito i bambini, i quali, dopo ore di
insegnamento e “discorsi” circa l’importanza
della proposta didattica e, complice la
determinazione degli insegnanti nel renderli più
consapevoli dell’occasione fornita loro,
giocando con i vocaboli hanno finito per
ribattezzarlo “+ mio”: + musica + insieme +
opportunità.
Il rapporto stretto con i bimbi in otto mesi di
lezione è cresciuto attraverso due fasi
fondamentali: la prima finalizzata
all’avvicinamento alla musica ed al gioco, con
esercizi volti a sviluppare le attività
sensoriali, percettive, motorie, ritmiche e
linguistiche; la seconda ha avuto come obiettivi
quello di rendere i bambini consapevoli di quale
sia realmente il mondo della musica classica,
con i suoi ritmi, il suo linguaggio e le sue
modalità, e quello di migliorare l’aggregazione
tra loro, il desiderio di vivere e condividere
insieme le emozioni bellissime che la musica può
regalare.
Nel progetto sono state coinvolte 6 scuole:
hanno partecipato trecento bambini (60 in
orchestra e 240 nel coro), 9 insegnanti, 5 tutor,
2 coordinatori, un pianista per il coro, un
compositore, un direttore d’orchestra, 910 ore
di lezione gratuite nelle scuole, 60 strumenti
acquistati e imprestati gratuitamente per tutti
gli otto mesi di lezione (violini, violoncelli,
contrabbassi “bassetti”, clarinetti, sassofoni,
flauti, batterie, percussioni varie).
Si è volutamente cercato di imporre un certo
grado di tensione stabilendo rigide regole di
pratica orchestrale.
Gli studenti sono stati coinvolti nei ritmi
scanditi dallo show al fine di rispettare i
tempi di produzione necessari per mettere in
scena il concerto.
Il gruppo di lavoro si è adoperato affinché i
bambini riconoscessero il ruolo del direttore
d’orchestra, le funzioni dei capo-fila (spalla,
concertino, primo violoncello, ecc., direttore
del coro, pianista di scena) e vivessero quelle
piccole azioni che costituiscono la sacra
ritualità dell’esibizione.
Così, affiancati dai musicisti del “Master dei
Talenti”, come per magia e come in una fiaba, i
piccoli orchestrali si sono trovati sotto i
riflettori a respirare l’aria e l’atmosfera del
teatro, a provare la tensione della prova
generale, e a gioire (poco subito dopo il
concerto) per i meritati applausi da parte di un
pubblico molto numeroso (più di 650 persone).
|